REMO ANZOVINO - Viaggiatore Immobile

Codice prodotto RM-07 LP
Categoria LP
Marca Egea Music
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Vinyl 180 gr. Gatefold  - Edizione Limitata Copia N.59  - Date: 8-Ottobre-2012 · Format: LP


Side A
1. Natural Mind 2.31
2. Spasimo 3.19
3. Irenelle 3.01
4. Pazyryk 3.57
5. Musica Per Due 2.21
6. Orchidea 3.22
7. Transoceano 3.43
Side B
1. Specchio 3.31
2. Amore Pop 3.29
3. Quattro Canti 3.20
4. Orient Island 3.14
5. 9 Ottobre 1963 (Suite For Vajont) 6.11


Si intitola Viaggiatore Immobile il quarto album di Remo Anzovino, un capolavoro di immaginazione e comunicazione, che lo proietta e candida come uno tra i più moderni, trasversali e cinematografici
pianisti‐compositori italiani. La musica di Anzovino si è imposta in pochi anni con tre dischi importanti – Dispari (2006), Tabù (2008) e Igloo (2010)– che hanno tutti raggiunto la prima posizione della classifica jazz di iTunes. Ancora una volta è la sua capacità di creare dei veri e propri racconti in musica che colpisce di questo album, a detta di molti, il suo migliore. Il protagonista assoluto ‐ il vero viaggiatore immobile – è il pianoforte a coda, strumento ingombrante e difficile da trasportare, che agisce nelle melodie come voce narrante. Nella visione cinematografica di Anzovino, questo strumento policromo è un viaggiatore che esplora, con la forza della sola immaginazione, luoghi, atmosfere, sapori e culture dei quattro angoli del mondo. Per questo Viaggiatore Immobile è un grande omaggio alla fantasia. I tasti bianchi e neri del pianoforte sono la cartina geografica di un percorso senza limiti: sia che stiamo fermi di fronte ad un computer o ad una catena di montaggio, dentro un metrò o su un aereo che ci porta dall’altra parte dell’oceano, siamo tutti viaggiatori immobili. Una parte di noi è sempre altrove, impegnata in un altro viaggio segreto fatto di dolori ed emozioni. E Viaggiatore Immobile va a toccare quelle più forti e ancestrali: il desiderio, la fascinazione, la sessualità, lo spasimo, l’amicizia, la solitudine, la fatica, il senso ciclico delle esperienze. Quello di Anzovino è uno stile musicale inconfondibile. Difficile stabilire se sia jazz, classica, rock, world o popolare. Ogni suo pezzo azzera l’interesse per il contenitore e lo sposta sul contenuto, su quello che l’autore ha da dire con urgenza. Non conosce limiti di genere e mette in musica i fotogrammi delle emozioni umane, storie che non hanno bisogno di parole per essere raccontate. Le sue composizioni seguono una prospettiva fortemente cinematica e visiva in grado di descrivere il proprio tempo, il forte senso di dolore e il desiderio che lo permea, ma anche le emozioni che lo tengono vivo. In tal senso Viaggiatore Immobile rappresenta un’importante svolta nella carriera del compositore friulano e, al tempo stesso, un unicum nel panorama discografico pianistico. Qui il suo stile diventa definitivamente senza confini, colto e popolare insieme, internazionale eppure, nella capacità unica di saper cesellare melodie senza tempo, profondamente italiano. È stata proprio la forza delle musiche di questo disco a conquistare Oliviero Toscani, maestro della comunicazione e della fotografia, il quale, attratto dal loro magnetismo, dopo aver ascoltato in anteprima il disco, ha deciso di regalare a Viaggiatore Immobile la copertina, con una delle sue geniali ed enigmatiche immagini, giocata sulle traiettorie e sui riflessi tra il volto di Anzovino e il piano a coda. Prodotto dal sound designer e producer giapponese Taketo Gohara (Vinicio Capossela, Baustelle, Banda Osiris, Mauro Pagani, Verdena), con gli arrangiamenti orchestrali di Stefano Nanni (Pavarotti & Friends, Elisa, Vinicio Capossela, Olimpiadi invernali di Torino 2006), l’album è composto da 12 melodie di rara semplicità e immediatezza. Composizioni brevi dove il pianoforte, più che rappresentare il canto sembra il cantante ed è il protagonista assoluto della narrazione, creando una dimensione originalissima in bilico tra musica popolare e colta, capace di essere urgente, pop, alla portata di tutti ma anche di incredibile raffinatezza. Attorno al pianoforte, a dar vita ad un suono vitale e cangiante, si sono alternati anche numerosi ospiti di caratura internazionale, numerose prime parti dell’Orchestra della Scala di Milano e i migliori session men della scena rock e d’avanguardia. Il disco si conclude con una suite per pianoforte e coro virile – costituito da 42 voci maschili del Coro Polifonico di Ruda diretto da Fabiana Noro, uno dei maggiori ensemble maschili al mondo ‐ dedicata alla tragedia del Vajont, di cui nel 2013 cade il 50esimo anniversario. Una composizione dalla travolgente forza espressiva ed emotiva. Un omaggio alla propria terra che Remo Anzovino ha voluto fortemente inserire a chiusura del suo album, affinché nessuno dimentichi.


REMO ANZOVINO Nato a Pordenone nel 1976, considerato da critica e pubblico uno dei più originali e innovativi compositori in circolazione, avvocato penalista, Remo Anzovino è uno dei massimi esponenti della musica strumentale italiana.
Nella sua carriera quattro album registrati in studio e l’ultimo “Vivo”, un’antologia live che contiene, in versione completamente rivisitata e riarrangiata, 14 tra i migliori brani della carriera di Anzovino e due meravigliosi inediti: “Afrodite”, l’ammaliante piano solo che apre l’album e l’irresistibile marcetta “No smile (Buster Keaton)”, autentica dichiarazione d’amore di Anzovino per l’attore e regista statunitense.
In occasione del Record Store Day è uscito anche in vinile, “Vivo” racconta il percorso artistico di questo musicista che sa unire la qualità alla capacità di arrivare a tutti con una melodia che entra dritta nel cuore e non ne esce più ed è arricchito dal DVD integrale dello straordinario “Concerto della Memoria” che Anzovino ha tenuto lo scorso 15 settembre sulla diga del Vajont, nella sua  regione, in occasione del 50esimo anniversario della più grande tragedia evitabile della storia italiana.
La sua composizione “9 ottobre 1963 (Suite for Vajont)” è stata riconosciuta dalla Fondazione Vajont (Comuni di Longarone, Erto e Casso, Castellavazzo e Vajont) come musica ufficiale del ricordo del Vajont ed è stata insignita in Campidoglio il 7 ottobre scorso, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, con il Premio Anima 2013 sezione musica “per il contributo significativo dato al senso dell’etica e della responsabilità nel nostro Paese”.
Numerose sono le collaborazioni di grande trasversalità: da Franz Di Cioccio (PFM) e Simone Cristicchi a Gino Paoli; da Enzo Pietropaoli a Gabriele Mirabassi a Francesco Bearzatti; da Vincenzo Vasi a Dj Aladin, Dargen D’Amico e Roberto Dellera (Afterhours) all’opening track del disco tributo in italiano a Cesaria Evora.
REMO ANZOVINO Nato a Pordenone nel 1976, considerato da critica e pubblico uno dei più originali e innovativi compositori in circolazione, avvocato penalista, Remo Anzovino è uno dei massimi esponenti della musica strumentale italiana.
Nella sua carriera quattro album registrati in studio e l’ultimo “Vivo”, un’antologia live che contiene, in versione completamente rivisitata e riarrangiata, 14 tra i migliori brani della carriera di Anzovino e due meravigliosi inediti: “Afrodite”, l’ammaliante piano solo che apre l’album e l’irresistibile marcetta “No smile (Buster Keaton)”, autentica dichiarazione d’amore di Anzovino per l’attore e regista statunitense.
In occasione del Record Store Day è uscito anche in vinile, “Vivo” racconta il percorso artistico di questo musicista che sa unire la qualità alla capacità di arrivare a tutti con una melodia che entra dritta nel cuore e non ne esce più ed è arricchito dal DVD integrale dello straordinario “Concerto della Memoria” che Anzovino ha tenuto lo scorso 15 settembre sulla diga del Vajont, nella sua  regione, in occasione del 50esimo anniversario della più grande tragedia evitabile della storia italiana.
La sua composizione “9 ottobre 1963 (Suite for Vajont)” è stata riconosciuta dalla Fondazione Vajont (Comuni di Longarone, Erto e Casso, Castellavazzo e Vajont) come musica ufficiale del ricordo del Vajont ed è stata insignita in Campidoglio il 7 ottobre scorso, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, con il Premio Anima 2013 sezione musica “per il contributo significativo dato al senso dell’etica e della responsabilità nel nostro Paese”.
Numerose sono le collaborazioni di grande trasversalità: da Franz Di Cioccio (PFM) e Simone Cristicchi a Gino Paoli; da Enzo Pietropaoli a Gabriele Mirabassi a Francesco Bearzatti; da Vincenzo Vasi a Dj Aladin, Dargen D’Amico e Roberto Dellera (Afterhours) all’opening track del disco tributo in italiano a Cesaria Evora.


Remo Anzovino – pianoforte
Giuseppe Ettorre – contrabbasso
Giuseppe Cacciola – percussioni, marimba, boobans, vetrofono
Sebastiano De Gennaro – percussioni, vibrafono
Luisa Prandina – arpa
Alessandro “Asso” Stefana – chitarra elettrica, banjo, vox continental, omnichord
Mauro Ottolini – trombone, sousaphone
Vincenzo Vasi – theremin, glockenspiel, electronics
Francesco Arcuri – sega musical, santur, electronics
Achille Succi – clarinetto bass, shakuhachi
Stefano Nanni – pianoforte preparato
Edoardo quartet – archi
(Edocardo De Angelis, violino; Luca Marziali, violino; Emilio Eria, viola; Claudio Pasceri)
Coro Polifonico di Ruda – voci musicali (direttore Fabiana Moro)

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