SYNAULIA - La Musica Dell'Antica Roma - Vol.1 Strumenti a Fiato

Codice prodotto RM745
Categoria CD
Marca Amiata Records
Disponibilità si
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CD In Cartonato 2 Ante F.to 12,5x19,5 con Libretto di 32 Pagine - Data di Uscita: 1996 - Musica Antica Sperimentale - Lazio - Roma

Tracklist

1. Pavor
2. Animula Vagula
3. Etruria
4 . Baccus
5. Magna Mater
6. Mare nostrum
7. Imperium
8. Diana
9. Arena
10. Lares
11. Acutus
12. Pastorale
13. Tibiae impares
14. Pompei
15. Aetherius
16. Venus
17. Isis
18. Fortuna
19. Oraculum
20. Tibia duplex
21. Tympanum
22. Ludi inter Pana atque nymphas
23. Neniae
24. Juppiter
25. Salii

PROGETTO
Primo disco di una serie con la quale abbiamo l'onore di presentare in anteprima un' ipotesi di ricostruzione della musica dell'antica Roma imperiale con strumenti originali e ricostruzioni degli stessi ad opera del musicista e musicologo Walter Maioli e del suo gruppo di lavoro che si avvale della collaborazione di archeologi, musicologi, storici e costruttori di strumenti. Questo primo disco è dedicato a vari aspetti e strumenti della musica romana. La produzione si avvale della collaborazione del Museo della Civiltà Romana di Roma ed è eccellentemente interpretata dal gruppo Synaulia.


GRUPPO

Synaulia è un gruppo di lavoro di archeologia sperimentale applicata alla musica e alla danza.

Il nome deriva dal termine di origine greca synaulia, che nell'antica Roma indicava un gruppo strumentale composto principalmente da strumenti a fiato.

Il gruppo è stato creato nel 1995 nei PPaesi Bassia Leida dal paleorganologo italiano Walter Maiolie dalla coreografa e antropologa Natalie VanRavenstein nell'ambito di attività promosse dal locale museo Inizialmente il lavoro del gruppo era finalizzato alla ricostruzione di strumenti musicali dell'antichità a fini didattici per il parco archeologico olandese Archeon. In seguito, l'attività si è estesa allo studio e alla riproposizione della musica e della danza dell'antichità italica, approfondendo soprattutto il periodo dell'antica Roma imperiale. Gli esiti di questa attività si sono tradotti in una serie di produzioni musicali, in parte destinate o riutilizzate per film, sceneggiati e documentari relativi al periodo dell'antica Roma, tra i quali Il Gladiatore Rydley Scoot e la serie televisiva Roma; nella realizzazione di uno strumentario ad uso espositivo e didattico (226 repliche di strumenti) nonché nella pubblicazione di alcuni saggi sull'argomento. Walter Maioli e il gruppo di ricerca Synaulia sono attualmente ricercatori e artisti in residenza presso il Vesuvian National Institute for Archaeology and the Humanities a Castellammare di Stabia (NA).

L'attività di ricostruzione e di studio dell'espressione musicale antica, non esistendo all'epoca alcun tipo di notazione musicale che ne consenta la riproduzione accurata, si è basata su studi comparati di iconografia, analisi dei testi e storia sociale e del costume, coinvolgendo discipline quali la paleorganologia, l'etnomusicologia l'archeologia e la storiografia.

Per quanto riguarda lo studio degli strumenti musicali antichi, l'esistenza di alcuni reperti, la ricchezza della documentazione iconografica, l'abbondanza di trattati teorici e di testimonianze letterarie ha facilitato la riproduzione di un ampio numero di strumenti, determinandone le possibilità melodiche ed armoniche e la qualità acustica e le loro possibili combinazioni. Questo ha consentito la definizione di un'ipotesi sul tipo di "atmosfere" che era possibile creare.

L'attività del gruppo è stata suddivisa in filoni di ricerca principali

Il primo filone è stato dedicato agli strumenti a fiato e alla loro ricostruzione. La ricerca ha consentito di arrivare a una ricostruzione di strumenti quali syringa o syrinx, fistulae, tibiae, cornu, tuba, bucina, iynx, rhombus.

Il secondo filone di ricerca è stato dedicato agli strumenti a corda, di cui sono stati ricostruiti tra gli altri lyra, cithara, sambuca, cordae obliqua e pandura.

I Greci ed i Romani non inventarono strumenti a corda ma perfezionarono e crearono varianti di quelli già esistenti. Le prime testimonianze di strumenti a corda dell'antichità quali cetre, lire ed arpe sono documentate nell'area che va dal Nilo alla Mesopotamia, intorno al 3000 a.C. In particolare la lira rivestiva un ruolo essenziale nel mondo greco-romano. La lira greca era uno strumento fortemente simbolico, ottenuta assemblando un carapace di tartaruga (che rappresentava la vita intermedia tra il Cielo e la Terra), una pelle tesa (simbolo del sacrificio) e due corna su cui erano montate le corde (che rappresentato il Toro celeste), rappresentava dunque un altare simbolico che univa il Cielo e la Terra. Nelle raffigurazioni gli strumenti a corda compaiono spesso insieme ad altri strumenti musicali. La combinazione più frequente vede lyrae et citarae accostate al flauto di Pan (syrinx). Altre combinazioni sovente raffigurate erano quelle fra strumenti a corda e tibiae, ovvero doppi strumenti ad ancia e doppi flauti con il tympanum ed altri strumenti a percussione.

Il terzo filone è dedicato agli strumenti a percussione, con la ricostruzione tra gli altri di tympanum, cymbalum, crotala, scabillum, sistrum, rasum, e ad alcuni strumenti particolarmente elaborati del periodo tardo imperiale, la cosiddetta "Età Dell'Oro" (aurea aetas).

A Roma, il progetto Synaulia, si avvale della collaborazione di noti archeologi tra cui la Dott.ssa Anna Maria Liberati del Museo della Civiltà Romana, e Maurizio Pellegrini del Museo Etrusco di Villa Giulia.

Con Nathalie van Ravenstein e Luce Maioli riscoprono il patrimonio musicale dell'antica Roma, identificando nuovi strumenti e dando vita ad uno strumentario, unico al mondo, con centinaia di strumenti musicali ricostruiti da loro stessi o dirigendo abili artigiani.

Il più autorevole e conosciuto etnomusicologo Curt Sachs nel prestigioso libro “La musica nel mondo antico” un classico del 1943, tuttora universalmente consultato, riporta nelle 330 pagine in totale: le origini della musica, il Medio Oriente, l'Asia orientale, l'India e 78 pagine per la Grecia e… una pagina e mezza scarsa sulla musica dell'antica Roma, pagina che si conclude con la seguente declamazione: “ preferiamo tirare un velo su questa parte della storia della musica”. Ma recenti studi e quindi nuove considerazioni hanno portato a “svelare” questa parte della storia della musica e sostenere che la cultura multi etnica romana rappresentò il culmine finale dei mondi antichi per quanto riguarda gli strumenti musicali. A Roma e nell'impero romano confluirono e circolarono, e in certi casi si perfezionarono, strumenti musicali giunti da tutto il mondo conosciuto, che si affiancarono a strumenti già presenti sin dalla preistoria. Non si riscontra altrove tante variazioni di trombe, originariamente etrusche, così le tibiae, si ritrovano quelle mesopotamiche, egiziane, le varianti etrusche e greche (i Greci, come erroneamente si crede non hanno inventato alcun particolare strumento musicale che non fosse già conosciuto precedentemente) e quelle con il cornetto giunte con Cybele dall'Anatolia; così le numerose diversificazioni della cithara, "l'arpa di re David", e dello svariatissimo numero di strumenti a corde; l'elaborazione degli organi idraulici e quelli portatili, la diffusione dell'arpa angolare e della zampogna, che i romani introdussero dal Mediterraneo nel Nord Europa. Infatti gli strumenti e le sonorità melodiche di quella che adesso viene chiamata musica celtica in realtà sono frutto della cultura multietnica romana.

Questi fattori “sfatano” il mito che i Romani fossero un popolo poco interessato alla musica, che anzi la musica era onnipresente nella Roma imperiale, sottolineava ogni attività. Cicerone sosteneva “la natura ci ha fatto l'orecchio musicale” e anche gli studi sul teatro antico (F.Dupont) rivelano la predilezione dei romani per un ascolto musicale del teatro e della vita.

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