I VIULAN - Live

Codice prodotto RMR-114
Categoria CD
Marca RadiciMusic Records
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258° POSTO NELLA CLASSIFICA EUROPEA WMCE DEL 2006
2° POSTO ALL' "INTERNATIONAL MUSIC FESTIVAL DI SHARQ TARONALARI (UZBEKISTAN) - 2005


1. Frate Cappuccino
2. La notte di Valentina
3. La ricciolina
4. Mamma mia vorrei vorrei
5. L’inglesa
6. Maddalena
7. Filastrocca
8. Il maggio serenata
9. Ninna nanna sestolese
10. Riverenza
11. Contadin
12. Dove andate Madre Maria
13. Luna
14. Mosca e mora
15. Tram vai

 

LA TRADIZIONE DELL’APPENNINO TOSCO-EMILIANO.
Tre voci maschili, tenore, basso, baritono e due musicisti.
Lele è cantastorie e figlio di cantastorie. Carlo e Lauro sono
nati e vissuti tra le montagne e le musiche del Frignano. Insieme
sono la memoria e la voce dell’Appennino Tosco-Emiliano.
La memoria, di chi da 30 anni, quelle montagne le
perlustra in cerca di canzoni. Il gioco, o se preferite, la sfida
della canzone, alla quale poi Giorgio Albiani e Silvio Trotta
uniscono la sfida della musica, costruendo o improvvisando
arrangiamenti spesso impensabili. Basta mettere questo
disco, chiudere gli occhi e perdersi sulle montagne del Frignano.

 


. CD audio con 15 brani
. Durata 46:03
. libretto 24 pagine a colori con foto, disegni e testi
. testi in dialetto
. traduzione dei testi in italiano e inglese
. Progetto grafico RadiciMusic
. Digipack 3 ante in carta pregiata
- I dipinti sono di Giorgio Sebastiano Giusti
- Tutti i brani sono tradizionali e raccolti da i Viulan
nel territorio del Frignano sull’Appennino Tosco-Emiliano.
- Elaborazioni, arrangiamenti e intro originali Giorgio Albiani
- Arrangiamenti vocali: Lele Chiodi, Carlo Pagliai,
Giorgio Albiani
- Registrazione effettuata in ripresa stereofonica
da Alessandro Bruni durante il Concerto del 7-4-2005 nella
Chiesa di Rondine - Arezzo

 

MUSICISTI E STRUMENTI:
Lele Chiodi, Carlo Pagliai, Lauro Bernardoni - voci
Giorgio Albiani - chitarra
Silvio Trotta - mandolino, mandoloncello,
chitarra battente, basso acustico

 

Lele è cantastorie e figlio di cantastorie. Carlo e Lauro sono nati e vissuti tra le montagne
e le musiche del Frignano. Insieme sono la memoria e la voce dell’Appennino
Tosco-Emiliano. La memoria, di chi da 30 anni, spesso insieme a Francesco Guccini
quelle montagne le perlustra in cerca di canzoni. Lele le raccoglie dappertutto, ma
soprattutto sulle labbra degli anziani, un anno, un mese, un attimo prima che scompaiano
per sempre. Ne salva i testi, gli accordi ma anche l’ironia e l’entusiasmo che
spesso pervadono personaggi e aneddoti della montagna. E che poi loro riversano a
piene mani nei loro concerti. In diretta, proprio come in questo disco, ammiccano e
scherzano tra loro, in un infinito gioco, sempre uguale e sempre diverso, che si snocciola
davanti al pubblico.
Il gioco, o se preferite, la sfida della canzone, alla quale poi Giorgio Albiani e Silvio
Trotta uniscono la sfida della musica, costruendo o improvvisando arrangiamenti
spesso impensabili, sempre provocatori. Per questo ogni loro concerto è insieme
unico e immutabile nel tempo. Per questo ogni loro concerto è fantasia ma anche rigore.
Le sonorità delle voci e degli strumenti si fondono in un tutto
unico: e non te ne accorgi, come se da sempre avessero viaggiato
insieme. E il dialetto, la parlata dalle mille inflessioni
dell’Appennino Tosco Emiliano, è come il napoletano di
Eduardo: ti stupisce all’inizio ma alla fine diventa la tua
lingua. Basta lasciarsi coinvolgere. Basta mettere questo
disco, chiudere gli occhi e perdersi sulle montagne
del Frignano. I Viulan sono ormai da anni protagonisti
nei piu’ importanti Festival di musica etnica, jazz, e
classica. Hanno conquistato il Festival di Edinburgo, FolkEst,
“Suoni delle Dolomiti”, accanto ad interpreti come i
KronosQuartet, Tatiana Gridenko, Mario Brunello, Ralph Towner,
dimostrando tutta la loro attualità. Con “Luna” hanno ricevuto
il Disco d’argento della EMI per la ricerca etnomusicologica, sono stati insigniti del
Premio “Quartetto Cetra”, accanto alla Nuova Compagnia di Canto Popolare, sono
stati gruppo spalla dei Jethro Tull, ed hanno avuto 4 stelle della critica dal quotidiano
di riferimento “The Scotsman” al festival d’Edinburgo.
Nel 2005 “I Viulan”, hanno ricevuto il secondo premio alla V edizione del Festival biennale
SharqTaronalari (“Melodie d’Oriente”) di Samarcanda (Uzbekistan), organizzato
e promosso dal Ministero della Cultura dell’Uzbeka e dalla Città di Samarcanda con il
patrocinio dell’Unesco. I Viulan sono il primo gruppo occidentale ad aver scalato le
classifiche di un festival solitamente riservato a musicisti asiatici e comunque il primo
gruppo italiano ad essere entrato in graduatoria nei primi 3 posti.
Intro di Albero Pierini

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