MARIO VENUTI - Il Tramonto Dell'Occidente

Codice prodotto RM-32 LP
Categoria LP
Marca Musica & Suoni
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Vinyl 180 gr. Gatefold  - Limited Edition copy 801-  Date: 2014 · Format: LP- Indie Pop

Lato A

1. il Tramonto

2. Ite Missa Est (Feat. Francesco Bianconi e Giusy Ferreri)

3. I Capolavori Di Beethoven (Feat. Franco Battiato)

4. Perchè?

5. Ventre Della Città

6. Passau a Cannalora (Feat. Francesco Bianconi e Kaballà)

Lato B

7. Arabian Boys

8. Tutto Appare (Feat. Alice)

9. Ciao American Dream

10. Il Bianco Di Disisa

11.L'Alba (Feat. Nicolò Carnesi)

Il tramonto dell’Occidente è il nuovo album di Mario Venuti per Microclima/Musica e Suoni e distribuzione Believe digitalscritto e musicato con Francesco Bianconi e Kaballà, con le voci di Franco Battiato, Francesco Bianconi, Alice, Giusy Ferreri, Kaballà e Nicolò Carnesi. Il disco è arrivato sul mercato discografico dopo due anni dalla pubblicazione del precedente album di inediti L’Ultimo Romantico e a vent’anni dalla pubblicazione del primo album da solista, Un po’ di febbre.

Il titolo Il tramonto dell’Occidente è un viaggio. Un percorso, una teoria con elementi filosofici e consigli di vita vissuta. Il sole tramonta verso Occidente ogni giorno, e qualche volta si porta con sé tutto, ma lo fa con pennellate di colori vivaci. Non si spegne delicatamente, quasi a dirci che il tramonto, il dolore, a volte può servire anche per renderci migliori, soprattutto quando siamo noi a tramontare col sole, travolti in questo passaggio che ci porta verso un’alba, nuova.

1. Il tramonto. Siamo messi male… e forse ci culliamo in questa crisi che ormai ci ha abituati alle lamentele facendo la fila, e poco importa se è la fila alla posta per pagare o al negozio per acquistare l’ultima novità tecnologica. Siamo messi male, ma non reagiamo e aspettiamo che arrivi la sera. La sera col suo tramonto. Che per la sua bellezza ci mette in discussione «cerco novità  nella luce del tramonto». 

2. Ite missa est. Featuring Francesco Bianconi e Giusy Ferreri. C’è ironia e verità in questo brano pop-rock con sfumature vintage e il coro polifonico Doulce Memorie che porta il brano in una dimensione lirica introspettiva. Preziosa la collaborazione di Giusy Ferreri, sacerdotessa che, in questo brano cantato fra amici, dà voce anche da lassù a Giuni Russo, noi non la sentiamo ma in quelle pause vuote da musica e parole, canterà lei… per gli angeli, che a differenza nostra hanno già ritrovato la luce. A differenza nostra che tendiamo ad essere apocalittici. «Beati voi». 

3. I capolavori di Beethoven Featuring Franco Battiato. I capolavori sono capolavori e questo brano lo è. Una melodia in cui trionfa la musica, in un dialogo continuo. Una intensa ballad che è un omaggio, ma anche messaggio. Il tizzone ardente brucia sotto la cenere. C’è chi la chiama forza, chi tenacia. Certo è che serve coraggio, pazienza e concretezza. «Il ritorno inatteso della povertà ci insegni, finalmente, l’idea dell’abbastanza».

4. Perché? Non è un brano strumentale «Perché?». Perché non dà risposte ma fa parlare gli archi, arrabbiati. «Perché?» Perché è composto da samples della discografia di Mario Venuti e frammenti musicali orchestrali tratti dal progetto “Concerto all’aperto” di Giorgio Federico Ghedini registrato da Riccardo Samperi e prodotto per la Stradivarius. Così è scritto. Amen.

 5. Ventre della città. Singolo di lancio che ha anticipato in radio le sonorità dell’album, ma soprattutto i testi. Una grande denuncia. Un gran bel rock. La poesia delle periferie, il cuore di un’umanità viva. La ricchezza dello scarto fra le pessime abitudini borghesi. Le speranze di Librino (Catania), Zen (Palermo), Scampia (Napoli), Corviale (Roma), Quarto Oggiaro (Milano). «Ci incontreremo le sere d’estate sul mare d’asfalto di queste borgate. Non sarà male fermarsi a guardare le nostre ferite, le stelle inventate.». 

6. Passau a Cannalora Featuring Francesco Bianconi e Kaballà. Questo album canta la realtà di questo nostro bel Paese, e lo fa con stile, come in questo brano interamente in dialetto. Sì, perché in Italia siamo strani, e i canti dialettali che abbiamo in testa sono solo quelli della tradizione popolare, quelli che canti col tamburello in mano. Venuti canta la cultura carica di storia, di radici e di lingue. E se la melodia è internazionale in tanti passaggi, la scelta della lingua siciliana è il valore aggiunto e poi… a Sant’Agata, patrona della città di Catania, mica puoi pregarla in italiano!  «Aituzza, bedda Aituzza se ‘a vita è ‘na iangata, tu fanni ‘na carizza e tonna a dari ancora a ‘sta città ‘na ‘nticchia di la tò ricchizza».

7. Arabian Boys. Per grazia ricevuta (vedi sopra!) si intravede la luce anche ai tempi della Primavera Araba. Il dolore sfida se stesso e divampa l’amore. «E sulle barricate io mi accorsi di volerti bene. Sfiorasti la mia mano che tremava quando ti guardai. Né cariche né bombe né dannati canti di sirene. Fermarono l’amore che accendeva la rivoluzione». 

8. Tutto appareFeaturing Alice. Un’icona della musica che forse dà una nuova interpretazione anche della copertina. Ricordi fra armonie in un crescendo raffinatamente elegante, metafore che lasciano un vuoto incolmabile in questo mondo in cui si vende pure l’anima per apparire. «Chissà che differenza c’è fra l’anima e lo spread?». Navigatori  in rete, e pessimi pescatori in mare. L’abito fa il monaco e la foto che pubblichiamo sui social la prima impressione. E ci mancano diverse diottrie per andare oltre le apparenze, cercando le esistenze.

9. Ciao American DreamVersione inedita italiana di Ashes of American Flags dei Wilco, band molto suggestiva nei suoni del panorama indie americano. L’economia smarrisce l’etica, in Italia come in America. «Che calore che fa il sole di Wall Street». 

10. Il banco di DisisaL’antico mito del tesoro di Disisa. Una leggenda che diventa musica e che già ci fa immaginare anche un tour acustico, dove Venuti spoglierà queste canzoni. Resterà una voce un imponente pianoforte. Tesori. «Tesori inesauribili solo per te, ma se di quest’oro tu non ti spoglierai da qui non uscirai». 

11. L’albaFeaturing Nicolò Carnesi. Non penso sia un caso se il cantautore palermitano – rappresentante delle nuove generazioni musicali – partecipi proprio a questo brano che canta l’alba. Un sound che ti riporta agli anni ’80, un inizio musicale che ti fa canticchiare Gloria di Umberto Tozzi, e poi il cielo si apre ed è l’alba. «Io sto camminando verso l’alba che per sua natura nasce ad est. E sto recitando un altro mantra, prendo più coscienza, cerco me». Tra Il tramonto e L’alba non c’è solo la notte, c’è la dimensione di squadra che si ripercorre nell’intero album, che ha radici, ma che ha anche ali.

Copertina:

Un quadro rivisitato. Una tecnica che contorna i soggetti di un’opera e li riporta su uno sfondo giallo. Una cornice lineare e una finestra con il suo nome e il titolo del cd in maiuscolo e i nomi di tutte le partecipazioni… e anche se non c’è scritto fra le righe si legge un Grazie.

Ma per capire pienamente la copertina bisogna avere tra le mani il cd fisico. Ormai siamo abituati a scaricare musica con un clic, ad avere tutto concentrato, ma anche se la musica si ascolta con le orecchie, rimane sempre la bellezza di avere qualcosa fra le mani mentre ascolti la musica. Il fascino del vinile, la concretezza del cd. Nadia Macrì - http://it.amolamusica.com

 

Una serie di canzoni che si muovono sull’onda lunga della crisi. Con possibili vie di uscita.
Un viaggio dal tramonto delle nostre vecchie illusioni all’alba di una nuova consapevolezza. Nessun catastrofismo, anzi nuovi stimoli per ripensare il nostro modo di vivere e i nostri valori.

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