JUANA MOLINA - Wed 21

Codice prodotto RM-23 LP
Categoria LP
Marca Crammed Disc
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500 limited vinyl copies  - Release Date: 12/11/2013 - Format LPx2 Whit Download Code For Digital Files - Folktronica -  Argentina

SIDE A
1. Eras
2. Wed 21
3. Ferocissimo
SIDE B
1. Lo Decidi Yo
2. Sain Guia, No
SIDE C
1. Bicho Auto
2. El Oso De La Guarda
3. Las Edades
SIDE D
1. La Rata
2. Final Feliz
3. De Un Istinto Animal

E’ un ritorno che spiazza quello di Juana Molina, ancora misconosciuta cantautrice tra le più sperimentatrici degli ultimi anni. Dopo un picco artistico come "Un Dia" c’è stato solo un tour a corredo e un lungo silenzio.
“Wed 21”, interamente suonato e prodotto da lei, è una nuova parata visionaria di ritmi digitali, loop e sovraincisioni vocali che funziona più per prove ed errori che come discorso unitario.
Un’idea di jazz permea una sorta di remix di uno standard vocalese in “Eras”, mentre “Las Edades” sposa un giro bop con un passo tango in mezzo ad allucinazioni vocali e oscillazioni elettroniche. “Ferocisimo”, armonie vocali svampite su tappezzerie in loop di basso e chitarra, è la bozza per “De Algun Istinto Animal”, basata sulla chitarra trattata elettronicamente a evocare una balera di robot diretta da un canto di sirene.
“Lo Decidi Yo” è l’unico momento in cui sembra rimembrare le atmosfere bucoliche dei suoi dischi di metà anni 2000, ma è attorniato dall’ibrido di danza esotica e techno di “Bicho Auto”, dalla danza pagana della title track filtrata e attutita da suoni pseudo-atonali, dagli allagamenti di voci ambientali su ritmo moltiplicato di “Sin Guia, No” e dal ritmo esilissimo di “Ay, No Se Ofendan”, che accumula tensione nei vocalizzi remixati fino a farsi swing metafisico.
Se questi episodi sono spostamenti non proprio sconvolgenti della sua palette, il vero marasma d’idee al limite della schizofrenia sta in “El Oso de La Guarda”, una sorta di sardonico tributo al vaudeville, quindi ballata new age, quindi danza afro avvolta in umori elettronici, infine quieto poema cosmico anti-ritmico, strumentale, rarefatto, che zittisce la baldanza di canzone e disco.
Dopo cinque anni il sesto disco (settimo se si conta il perduto “Juana Y Sus Hermanas”, 1991) conferma il talento della cantautrice argentina nel senso e nel tatto del ritmo e della costruzione obliqua delle armonie, nel canto di ricerca. Si accontenta, come per “Son” (2006) del formato breve e pare una rinuncia che si porta dietro una sensazione di non sviluppato, tante piccole appendici para-melodiche di “Un Dia”. Affascinante nei suoi arrangiamenti fin troppo arbitrari. Edizione in doppio vinile limitata a 500 copie. Michele Saran www.ondarock.it

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