TARAF DE HAIDOUKS - Band Of Gypsies

Codice prodotto RM-22 LP
Categoria LP
Marca Crammed Disc
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Vinyl - Release Date: 2015 · Format: 2LP - Lăutărească - Romania

 
SIDE A

Dance Of The Firemen [Sîrba Pompierilor]

A La Turk [Turcoaicǎ Angali]

Sorrow, Only My Sorrow [Doru Meu E Numai Dor]

The Return Of The Magic Horses [Intoarcerea Cailor Magicǎ]

A Gypsy Had A House [O Tsigan Ave O Casǎ]

SIDE B

I'm A Gambling Man [Barbugiu]

Absinth I Drink You, Absinth I Eat You [Pelîn Bau, Pelîn Mǎnînc]

Cacurica Dances [Joc A Lui Cacurica]

A Stork Crosses The Danube, In The Company Of A Raven [Barza Nachlea A Pai, Arachlieape La Ciorai]

Green Leaf, Green Clover [Foaie Verde, Foaie Trifoai]

SIDE C

Carolina [Carolina]

Bride In A Red Dress [Louloudji]

Back To Clejani [Jea Kere]

Little Buds [Mugur, Mugurel]

SIDE D
BONUS TRACKS

Come Along, Beaty
The Ballad Of The Dictator
Love Song

PER IL 25SIMO ANNIVERSARIO DI TARAF DE HAIDOUKS, CRAMMED HA RISTAMPATO IN UN LUSSUOSO VINILE DOPPIO I LEGGENDARI CONCERTI DI BUCHAREST DEL DEL 2001, INSIEME AI FIATI DELLA KOCANI ORKESTAR.

”I Taraf de Haidouks sono la migliore band tzigana del mondo dice The Independent), Johnny Deep ne parla in toni entusiastici e li ha voluti più volte nella sua villa hollywoodiana. In rumeno Taraf sta per "ensemble musicale", mentre gli Haïduks sono gli antichi bringanti della Romania feudale che rubavano ai più ricchi in nome della giustizia sociale, i ragazzi qui presenti sono tutti orgogliosamente di etnia Rom, padri, figli e nipoti.L’album è in cartonato abbastanza deteriorabile, ma molto ben fatto, le note sono esaurienti e ben comprensibili, l’edizione è curata e accattivante con i musicisti schierati in bella vista, bei visi saggi. Eccoli: Neculae Neacsu”Culai” (voce, violino, RIP) Dimitu Baicu “Cacurica” (voce, piccolo cymbalum, RIP) Paul Giuclea “Pasalan” (voce/violino) Ilie Iorga (voce) Marin P. Manole “Marius” (voce, fisarmonica) Gheorghe Falcaru (flauto) Angel Gheorghe “Caliu” (violino) Constantin Lautaru “Costica Boieru” (violino, voce) Ionel Manole “Ionitsa” (fisarmonica) Ion Tanase “Ionica”: (piccolo e grande cymbalum,) Viorel Vlad (contrabbasso) Cristinel Turturica (grande cymbalum) Guests: Filip Simeonov (clarinetto) and more. Kocani Orkestar (ottoni) La storia inizia nel 1990 quando due musicologi provenienti da Belgio alla ricerca di qualcosa di nuovo e sconosciuto, Michael Winter e Stéphane Karo, incappano in Clejani, un povero villaggio dalle case di torba, e si imbattono in questi straordinari musicisti che prima di allora avevano svolto la loro attività prevalentemente per matrimoni e celebrazioni, per farla breve dopo qualche demo e concerto hanno conquistato il mondo. Innanzitutto il disco è dal vivo. L’ensemble è aperto, la formazione è variabile, da 11 a 13 elementi, fisarmoniche, cimbali, un contrabbasso, un flauto e, naturalmente i violini, inoltre questo album dal vivo è eccezionalmente impreziosito dalla macedone Kocani Orkestar (banda di ottoni), il bulgaro Filip Simeonov al clarinetto) e Turchi (il percussionista Tarik Tuysuzoglu). La formazione si modifica in base alle esigenze dei brani, in alcuni sono gli anziani ad esibirsi, in altri tutti i musicisti dell’ensemble, non mancano naturalmente quelli con l’ensemble al gran completo, se cercate i suoni, i colori e le emozioni della magia zigana sarete accontentati. I brani: 1. Dance of the Firemen 2. A la Turk 3. Sorrow, Only My Sorrow 4. The Return of the Magic Horses 5. A Gypsy Had a House 6. A Stork Crosses the Danube, In the Company of a Raven 7. Absinth I Drink You, Absinth I Eat You 8. Cacurica Dances 9. Carolina 10. Green Leaf, Clover Leaf 11. I'm a Gambling Man 12. Little Buds 13. Bride in a Red Dress 14. Back to Clejani Neculae Neacsu (voice, violin, 1924-2002) era il decano dell’ensemble, aveva sviluppato una tecnica aggiuntiva a quella classica zigana, lasciava penzolare un crine di cavallo agganciata al ponticello del violino e la stringeva tra le unghie facendola scorrere ed emettendo un suono rauco e melodioso mai sentiti, così parte il primo brano. Un ingresso molto dolce che rimane sospeso nell’aria e la riempie di curiosità e stupore. Poi si comincia a fare sul serio, una danza alla turca introdotta da un clarinetto arabeggiante e sorrretta dalla Kocani Orchestra con i suoi fiati a pieno regime la danza cresce selvaggia e spontanea portentosamente sulla quale i violini si complicano furiosamente col clarino in bella vista e cascate di brividoni lungo la colonna vertebrale; non manca il finale tutto di fiati tipico dei Balcani. Poi dolce e triste una ballata delle più classiche della tradizione tzigana, il ritorno del cavallo magico che invoca una libertà assoluta, il flautino “Surla” di Falcaru fa meraviglie e il contrabbasso furibondo di Viorel Vlad spadroneggia e porta il tempo con i cimbali sorreggendo violini roventi di passione, una cavalcata sfrenata in un bosco e la gioia di libertà senza confini. Poi un sospiro di sollievo e ci si commuove con un’altra ballata che parla di uno zingaro che aveva una casa (ossimoro palese forse) e poi di nuovo una danza tzigana indiavolata come la precedente dove i violini ora si rincorrono ora si doppiano simbiotici, Caliu svetta superbo e virtuoso ma Costica Boieru non è da meno. Per ogni esplosione c’è un momento di tristezza e riflessione, ora è il tempo di un’altra triste ode all’assenzio bevuto e mangiato e poi di nuovo nel ballo di “Cacurica” Dimitu Baicu” (RIP) compositore cantante del vecchio stile “di villaggio” dai toni particolarmente gutturali e musicista di piccolo Cembalo che anticipa un vero divertissement: “Carolina” una reinterpretazione in chiave zigana che dimostra come gli influssi dei giovani si integrino e continuino il lavoro degli anziani, è una balkan dance che cita più o meno direttamente Boombastic di Shaggy con la band al completo. Little bus è la classica galoppata tzigana, ma a metà brano addirittura raddoppia la velocità e acquista la forza di un vento impetuoso che si abbatte sulle fronde e motive dell’anima piegando ogni resistenza e perplessità, d’ora in poi ci sarà sempre un posticino per quest’album nello scaffale e nel cuore. Il penultimo brano ricorda un canto funebre per intensità e la tristezza, e introduce la band al gran completo, (Kocani compresa) nel “Back to Clejani”, ritorno al paese e gran finale con la band al gran completo. Morale della storia bellissima e commovente, dal 2001 qualcuno è deceduto, il gruppo si esibisce con lo stesso nome ma diviso in due, da una parte Caliu e il figlio con Ionica, dall’altra Costica, Cristinel e Viorel Vlad, ma io se fossi in voi mi accaparrerei comunque quest’album e comincerei ad ascoltarlo subito, oggi stesso. Immancabile! Gilbert Cerbara 2014

Taraf de Haïdouks
Neculae Neacsu: voice, violin
Ilie Iorga: voice
Dumitru Baicu "Cacurica": voice, small cymbalum
Paul Giuclea "Pasalan": voice, violin
Marin P. Manole: voice, accordion
Gheorghe Falcaru: flute
Anghel Gheorghe "Caliu": violin
Constantin Lautaru "Costica Boieru": violin, voice
Ionel Manole "Ionitsa": accordion, voice
Marin Manole "Marius": accordion
Ion Tanase "Ionica": small and large cymbalums
Viorel Vlad: double bass
Cristinel Turturica: large cymbalum

The Guests:
Filip Simeonov : clarinet
Tarik Tuysuzoglu : darbuka
Roger Manole : voice

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