ZDOB SI ZDUB - Basta Mafia!

Codice prodotto RM-18 LP
Categoria LP
Marca Asphalt Tango Records
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Vinile - Release Date: 27/Gennaio//2012  - Formato LP Con Codice per Download Digitale - Gypsy Punk- Moldavia

SIDE A

1. Basta Mafia 3:30

2. Running 4:17

3. Eternal Kiss 4:05

4. Gipsy Life 5:07

5. We Are Free 3:45

6. Maria 4:03

7. Haiduk 3:09

SIDE B

8. Trece Vremea Omului 3:19

9. Nistru 5:16

10. Good Bye 4:40

11. F - S - S - O 5:01

12. The Holy Fuel 3:09

13. So Lucky 3:50

Quando si pronuncia la parola Mafia, l’immaginario vola subito sul nostro Bel Paese. Pizza, mandolino ed il trittico è servito. Se si è nati in Moldavia, la parola Mafia ha tutto un altro accento. Non è quello meridionale italiano, figlio dei più grandi luoghi comuni dei nostri tempi, ma spesso parla russo ed è quello, ad esempio, che non permette di valicare il confine senza pagare le giuste tangenti. Un paese dove sembra spontaneo produrre musica di denuncia, mischiando, perché no, le tradizioni folkloristiche delle proprie tradizioni con la storia del rock e con qualche influenza hip-hop. E’ il caso degli Zdob si Zdub, vere e proprie celebrità di Chisinau, ormai acclamati da tutti gli amanti della world music con preferenze balcaniche. Ed è proprio da questi rocker dell’Est che arriva il grido di protesta, urlato con ironia sulla copertina del loro nuovo album. Basta Mafia, si legge sul cartello sorretto da un uomo nascosto da una pagnotta. Al di là delle influenze moldave, di una musica tradizionale che va trovando sempre più fortuna grazie alle continue rivisitazioni, quello degli Zdob si Zdob è punk-rock, un po’ gypsy, un po’ scanzonato, forse più leggero di quello dei Kultur Shock, certamente più elettrico di quello in salsa Gogol Bordello. Ed è proprio ascoltando la prima traccia Basta Mafia che si sente risuonare lo stile di Eugene Hutz e compagni, per poi spegnersi subito dopo l’avvento di Running, singolo d’esordio più vicino alle sonorità rock britanniche che al panorama delle brass band locali. Il settimo cd di questo gruppo moldavo alterna canzoni frizzanti, come l’emblematica Gipsy Life, la ritmata Holy Fuel (straordinaria versione moldava di Funiculì Funiculà), o So Lucky, presentata agli Eurodivision Song Contest dello scorso 2011, con altri brani meno incisivi, come il singolo Running o come GoodBye, dalle inattese venature pop. Cornamuse, trombe, chitarre e basi elettroniche si alternano per un continuo mescolarsi di generi e di idee creative. Non si sa mai bene cosa aspettarsi dagli Zdob si Zdub, che nel corso degli anni (sono attivi dal 1994) le hanno provate un po’ tutte, dai concerti con Emir Kusturica, a quelli con Rage Against Machine e Red Hot Chili Peppers. E’ un disco internazionale, registrato a Berlino e cantato in inglese, in russo e moldavo, dall’impegnativo titolo politico, ma che, al suo interno, contiene un continuo filone festaiolo. Così, in attesa del tour di presentazione, che partirà da Bucharest per terminare a Monaco, non possiamo che unirci al coro degli Zdob si Zdub e cantare: Basta Mafia!

Davide Agazzi - www.outsidersmusica.it

Zdob și Zdub

Zdob și Zdub è un gruppo gypsy punk moldavo. La band unisce sonorità punk rock e musica zingara con influenze sia hip hop sia appartenenti alla musica popolare romena e moldava.

Vengono dalla Moldavia e il loro ultimo disco si intitola Basta Mafia. Sono sufficienti queste prerogative a renderlo un gruppo interessante e curioso. Lo è davvero per via di un sound particolare, brillante e coinvolgente e per il fatto di avere sfondato all'estero, pur provenendo da un paese dove l'industria discografica non ha mai avuto grandi possibilità.

Hanno alle spalle una lunga carriera, iniziata a metà degli anni Novanta dall'incontro fra Roman Yagupov (cantante e chitarrista nativo di Volgograd), Mihai Gincu (bassista) e Anatol Pugaci (batterista). Insieme studiano a Straszeny, paese di 15mila abitanti nel cuore della Moldavia, sulle rive del fiume Taurus. Si trovano nelle rispettive case e cominciano a sperimentare. Usano i libri come tamburi, e forchette e cucchiai per accompagnare. E' tutto molto rudimentale. Ascoltano le canzoni dei Beatles e dei Roxette (duo pop rock svedese anni ottanta) e registrano su un rocambolesco stereo a cassette. Cambiano le cose con il ritorno dal militare del fratello di Mihai, Sasha, che, dotato di manie imprenditoriali, propone la formazione di una band e il nome: Santa Maria.

Le cose cominciano a farsi serie dopo un concerto a Chişinău. Si trasferiscono nella capitale della Moldavia. Sono tutti giovanissimi. C'è chi lavora come elettricista, chi in una ditta vinicola, chi prova ancora a studiare. Ma da questo momento scatta qualcosa: la musica, con un po’ di fortuna, potrebbe rappresentare il futuro. Durante le prove saltano e imitano i Nirvana. Sasha non ci sta e li molla per un lavoro in Germania. Così il vero mood della band ha modo di manifestarsi.

Tornano a Straszeny e ricominciano daccapo. Una cantina li accoglie e li forma artisticamente. Suonano il più possibile e piano piano entrano a far parte della scena rock moldava. Tornano nella capitale dove registrano il primo demo professionale. Un brano, "The Lost World", fa centro e li porta a esibirsi a Mosca per un festival. Cambiano il nome in Zdob si Zdub, coinvolgendo i più giovani e band russe affermate come gli I.F.K. Il cerchio degli esordi si chiude con un concerto per i dieci anni dall'esplosione di Chernobyl e con quello del '96, ancora a Mosca, spalla degli irraggiungibili Rage Against The Machine.

 

Vengono dalla Moldavia e il loro ultimo disco si intitola Basta Mafia. Sono sufficienti queste prerogative a renderlo un gruppo interessante e curioso. Lo è davvero per via di un sound particolare, brillante e coinvolgente e per il fatto di avere sfondato all'estero, pur provenendo da un paese dove l'industria discografica non ha mai avuto grandi possibilità

Hanno alle spalle una lunga carriera, iniziata a metà degli anni Novanta dall'incontro fra Roman Yagupov (cantante e chitarrista nativo di Volgograd), Mihai Gincu (bassista) e Anatol Pugaci (batterista). Insieme studiano a Straszeny, paese di 15mila abitanti nel cuore della Moldavia, sulle rive del fiume Taurus. Si trovano nelle rispettive case e cominciano a sperimentare. Usano i libri come tamburi, e forchette e cucchiai per accompagnare. E' tutto molto rudimentale. Ascoltano le canzoni dei Beatles e dei Roxette (duo pop rock svedese anni ottanta) e registrano su un rocambolesco stereo a cassette. Cambiano le cose con il ritorno dal militare del fratello di Mihai, Sasha, che, dotato di manie imprenditoriali, propone la formazione di una band e il nome: Santa Maria.

Le cose cominciano a farsi serie dopo un concerto a Chişinău. Si trasferiscono nella capitale della Moldavia. Sono tutti giovanissimi. C'è chi lavora come elettricista, chi in una ditta vinicola, chi prova ancora a studiare. Ma da questo momento scatta qualcosa: la musica, con un po’ di fortuna, potrebbe rappresentare il futuro. Durante le prove saltano e imitano i Nirvana. Sasha non ci sta e li molla per un lavoro in Germania. Così il vero mood della band ha modo di manifestarsi.

Tornano a Straszeny e ricominciano daccapo. Una cantina li accoglie e li forma artisticamente. Suonano il più possibile e piano piano entrano a far parte della scena rock moldava. Tornano nella capitale dove registrano il primo demo professionale. Un brano, "The Lost World", fa centro e li porta a esibirsi a Mosca per un festival. Cambiano il nome in Zdob si Zdub, coinvolgendo i più giovani e band russe affermate come gli I.F.K. Il cerchio degli esordi si chiude con un concerto per i dieci anni dall'esplosione di Chernobyl e con quello del '96, ancora a Mosca, spalla degli irraggiungibili Rage Against The Machine.

Nel 1996 esce Hardcore Moldovenesc, il primo disco ufficiale. Li tiene a battesimo un'etichetta russa, la FeeLee, madrina d'interessanti realtà musicali come Billy's Band e Psychic TV. La title track dà ufficialmente prova del carattere e del carisma della band, e di un'attitudine musicale che in Moldavia non si era mai espressa con tanto fragore.

Di base c'è l'hardcore, ma presto contaminato dalla realtà musicale tradizionale, dal drum'n'bass, dal punk, dall'hip hop; per arrivare a quel mondo che loro stessi definiscono ancora oggi ethno-rock.

"Hardcore Moldovenesc" fa il botto e scala le posizioni di tutte le classifiche moldave. Diviene l'hit alternativa per eccellenza. E bussa alle porte della Romania, dove trova la strada spianata, benché ci sia qualcuno che storca il naso per il tipico dialetto moldavo. Tutte le altre canzoni sono in russo. E permettono loro di suonare ovunque. Nel '97 aprono per Rollins Band, fra funk e post-punk noise, e Biohazard, fra hardcore e metal, e suonano in Crimea davanti a migliaia di persone.

Volano poi in Germania e raffinano il suono, traducendo l'album di debutto in moldavo e cominciando a pensare a un nuovo lavoro. Che vede la luce nel 1998.

Tabara Noastra sono dodici canzoni nuove, tre in russo, nove in rumeno, con la partecipazione di validissimi musicisti moldavi come Anatol Stefanet, violinista dei Trigon, folk jazz band di Chisinau. In Russia viene presentato il disco a San Pietroburgo, il 26 maggio 1999 e a Mosca, due giorni dopo. Il 14 agosto, con i I.F.K. e i Gorky Park, aprono per i Red Hot Chili Peppers sulla Piazza Rossa. Li seguono più di 150mila persone, prima di un altro boom la vigilia di Natale allo storico Lăptăria lui Enache di Bucarest, fra i luoghi di ritrovo più cool della capitale romena, dagli anni Venti attentissimo alle avanguardie.

Nel 2000 la band suona al Festival Eurosonic di Groningen, nei Paesi Bassi, e al Pepsi Sziget, a fianco di artisti come Suzanne Vega e Oasis. La band viene proclamata miglior gruppo dal vivo in Russia. Tornano in studio a ottobre per registrare "Videli Nochi", in onore del leggendario gruppo pietroburghese Kino. L'anno successivo suonano con Emir Kusturica, presentando il nuovo lavoro: Agroromantica.  

C'è di tutto. Folk, rock, Balkan, hardcore, hip hop. Partono per una nuova tournèe, per un totale di centodieci concerti in trentaquattro città. Il 2003 è ricordato per un concerto a Kiev, in Ucraina, di fronte a 50mila persone e per l'uscita di un'altra raccolta di canzoni originali, 450 De Oi. In Slovacchia è il disco più venduto durante le vacanze di Natale. In Romania viene presentato il 12 febbraio 2004 a Chişinău. I fan vengono accolti con un bicchiere di vino e una fetta di formaggio locale. Altre date dal vivo: in Ungheria, Ucraina, Repubblica Ceca e Romania. Si festeggiano i dieci anni di carriera con una raccolta e la produzione di alcuni brani inediti. Buone nuove nel 2005 con le carinerie del settimanale tedesco Musikmarkt che indica il lavoro del 2004 fra le migliori proposte dell'anno, a fianco di nomi come Lhasa e Khaled e con gli ottimi risultati agli MTV Awards rumeni. I Zdob si Zdub vincono la finale per l'Eurovision Song Contest e con la canzone "Boonika Bate Toba" arrivano al sesto posto. E l'anno dopo partecipano a un programma documentario per la BBC, programmato da Michael Palinm del gruppo comico britannico Monty Python.

Nel 2006 è la volta di Ethnomecanica. Viene distribuito dalla Sony BMG in tutta Europa. Così i Zdob si Zdub fanno breccia anche in Austria, Germania e Danimarca. Un brutto incidente automobilistico, però, coinvolge la band il 7 giugno, verso mezzanotte. A bordo del minibus con cui si spostano per le varie date del tour, sono centrati da un minivan della Volkswagen. Saltano quattro date. Ma la band non molla e ancora oggi con il suo gipsy punk è considerata una delle realtà più brillanti dell'Europa dell'est.

L'ultimo (per ora) capitolo della saga Zdob si Zdub è del 2012: esce per la Asphalt Tango di Berlino Basta Mafia!. Per la prima volta nella loro carriera lavorano con un produttore straniero, Marc Elsner, già al fianco di Fanfare Ciocarlia e Mindwar. E' il risultato di un lungo lavoro cominciato nel 2010. Basta Mafia! è un monito a superare le vecchie abitudini e a guardare con fiducia al futuro, in ambito politico, musicale e mentale. Nel 2014 la band ha celebrato i vent'anni di attività suonando in Moldavia, Russia, Romania e Ucraina.

Band members:
Roman Iagupov - vocals
Mihai Gîncu - bass guitar
Sveatoslav Staru? - guitar
Andrei Cebotari - drums
Valeriu Mazîlu - trumpet, bagpipe
Victor Dandeş - trombone and traditional instruments

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